Motivazioni 2014

SEZIONE A – LIBRO EDITO

Motivazione scritta da Carlo Prosperi – Presidente della Giuria

1°classificato – Giangiacomo Amoretti, Come un canzoniere, Aracne, Roma 2011. La poesia di Amoretti, che molto deve a Montale e al Dante più petroso, conta sulla forza dell’ossimoro e su una strenua tessitura (o “ragnatela”) fonica per vincere il rischio sempre incombente dell’afonia o, peggio ancora, dell’afasia. Consapevole del fatto che “la / parola che fu alta si usura, si consuma. / Dice e non dice più”, l’autore si affida pertanto a una parola che non sia “effusa, ma chiusura, / fessura netta, ritmo / battuto, in stretta ansia, // e ribattuto, ingorgo / e risucchio”: fino ad “inserrarsi / nel dentro, come ansito / scandito, fino all’arsi / minima, o al silenzio”. Ma questa poesia, che si presenta “come arte del limite” è tuttora capace di “un’oscura veggenza”, di “una / speranza disperata, / di là da ogni speranza” e – richiamandosi al mito di Orfeo ed Euridice – si ingegna di “dire” – rimbaldianamente – “il buio, / l’assenza”, in una sorta di onirica catabasi, in un “scender giù , da buio a buio, / di gradino in gradino, per le spire / di una scoscesa, lùbrica scalea / che la tenebra inghiotte”.

Motivazione scritta da Egle Migliardi

2° classificato – Tiziano Broggiato, “Città alla fine del modo” – Jacabook

Da quaggiù, nel riverbero di inchiostri e cere, / la città irraggia lampi delle sue / chiuse rovine.”

Notizie da Atlantide, mitica terra del sogno.

Il viaggio comincia da luoghi reali, Milano, Parigi, la casa di Victor Hugo con “l’ingresso semicelato dagli altri oleandri”.

Ma lo sguardo dell’artista si spinge sempre oltre, raggiunge la fine del mondo, finisterre.

Vivere significa sperimentare l’inesprimibile “per conoscere luci di albe così luminose / che solo gli occhi dei più forti / potranno sopportare.”

Il moto perpetuo della ricerca, la tensione, il limite.

E la volontà ostinata di aprire nuove finestre alla creatività e alla vita : “Puoi farcela, vedi / c’è ancora un’ora di luce… / Puoi farcela”.

Motivazione scritta da Mauro Ferrari

3° classificato Filippo Ravizza, Nel secolo fragile, La vita felice, Milano2014

Il milanese Filippo Ravizza, poeta dalla produzione attentamente cadenzata ma dalla vena profonda e oroginale, nutrito della lezioni dei grandi (due voci su tutte: l’ultimo Montale e Sereni) ci consegna con Nel secolo fragile uno straordinario affresco, o meglio un polittico, in cui il crudo destino umano, per cui «è tutto buio e nulla e tutto muore, / persino la memoria» (p. 32) è intessuto dai brandelli della storia umana e nel dettaglio dall’acuta consapevolezza del declino morale e civile dell’Europa e del nostro Paese. Si potrebbe azzardare la definizione riduttiva di poesia civile, oltretutto in relazione al fallimento degli ideali di rinnovamento («dunque non erano queste generazioni / nate a costruire nate per aprire», p. 47), se non fosse che la cifra poetica di Ravizza parte da un bilancio personale stagliato nella concretezza di spazi storici e geografici individuati e lo innalza a dolorosa riflessione filosofica sul fare umano, senza tracce di bozzettismo dell’Io ma indicando come la poesia, pur se destinata anch’essa a svanire resti primo fra gli strumenti umani della nostra comprensione del mondo.

Per queste motivazioni, la Giuria del Premio Gozzano ha ritenuto di attribuire alla raccolta il III Premio.

-MOTIVAZIONE SCRITTA DA MAURO FERRARI – PREMIO OPERA PRIMA

Davide Tartaglia, Figure del congedo, Italic, Ancona 2014

La raccolta di esordio del giovane Davide Tartaglia è già caratterizzata da notevole maturità tematica ed espressiva. Il poeta marchigiano scrive di separazioni e perdite in un linguaggio asciutto ed anzi tutto teso alla nettezza delle immagini e al nitore della lingua, senza debordante patetiche; le figure umane – le assenze – sono convocate sulla pagina come continue presenze amicali ed ispiratrici, in un dialogo non interrotto fra la vicinanza e la lontananza, fra la vita e la morte. Quella di Tartaglia è una lingua che punta certo al Grande Stile, come annota Filippo Davoli in Prefazione, ma che soprattutto è capace di evocare in modo sommesso, in un eterno presente memoriale, figure e situazioni, momenti e suggestioni che hanno mosso il suo poetare.

Per questa capacità di orchestrare già all’esordio una raccolta così densa e coerente, al Giuria del Premio Gozzano ritiene di attribuire a Davide Tartaglia il Premio Opera prima.

MOTIVAZIONE SCRITTA DA MAURO FERRARI – MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA A

Patrick Williamson, Nel santuario, Samuele Editore, Fanna 2013

Imbevuta della grande lezione di contemporanei come Ted Hughes e Charles Tomlinson, la poesia di Patrick Williamson rappresenta il felice connubio di due filoni molto cari alla tradizione inglese: l’osservazione partecipe, quasi scientifica della natura, come alterità che fa da sfondo alle vicende umane, e l’attenzione ai minuti dettagli della vita. Il poeta inglese, a suo agio in una dimensione compiutamente internazionale, costruisce i propri testi a partire da osservazioni precise e apparentemente irrelate, in cui l’occhio si addestra a cogliere il senso del fluire, per darci squarci non di rado vertiginosamente cosmici riguardanti la conoscenza di sé e il destino umano.

Per questa sapienza, che ci pare un apporto fertile per la poesia italiana contemporanea, la Giuria del Premio Gozzano ha deciso di attribuire alla raccolta Nel santuario di Patrick Williamson una Menzione speciale.

MOTIVAZIONE SCRITTA DA EGLE MIGLIARDI – PREMIO AUTORE GIOVANE A ERMINIO ALBERTI – MALASCESA – SAMUELE EDITORE –

“ (Poesia ti chiamano tale / che scuoti e fai piangere) / Si muta il male / in meraviglia di vivere”.

Solo per questi versi Alberti meriterebbe il premio. E gli altri non sono da meno. L’autore mette in scena con essenziale teatralità una Sicilia tragica, dove l’ossessione di Don Giovanni rivela labirintica solitudine.

All’opposto, il poeta si identifica con l’imperativo “Amate – siate” donandosi senza tregua né misura.

Dal profondo emerge gratitudine per l’universo femminile:

“dire donna mia / come a ringraziare Dio”.

Similmente alla pittura etrusca, l’uomo è più oscuro, è “Ulisse corroso / dal fato, dal tempo e dal mare”.

Poesia magmatica, echeggiante citazioni letterarie, vulcanica.

Il dialogo con l’Altro è luminosa finestra aperta :

“io vorrei / a te ridare questa fiamma, / questo fuoco primordiale da tenere sempre vivo”.

SEZIONE B – LE TRE MOTIVAZIONI SONO STATE SCRITTE DAL PROF. CARLO PROSPERI

1 – Giacomo Vit, Donga la fabrica bandonada. Dinanzi a una fabbrica abbandonata, in un giorno di pioggia fredda e sporca, indugiano, nus di peraulis, / e cun t’un lamint insoteràt, due persone a recuardà discors, sbrèndui / di vita, furmiès di storiis… Tra ciò che vedono – sunt lacrimae rerum – e ciò che ricordano, un vuoto angoscioso, risolto in chiusura da una immagine drammatica, di dantesca potenza, che da questo dialetto friulano così scabro e antidillico trae ulteriore icasticità.

2 – Cinzia Demi, Mandami ancora un abbraccio.Una suite di sestine per fissare il tempo di un ennesimo abbraccio d’amore. Il tono è elegiaco, quale si addice all’idoleggiamento nostalgico di un luogo dell’anima, anzi al luogo dell’anima per antonomasia: la patria ovvero la foscoliana “materna mia terra”, quella che, per quanto rescisso sia il cordone ombelicale che ad essa ci lega, portiamo sempre con noi, perché di sé impronta, volenti o nolenti, la nostra identità. È nel nostro DNA.

3 – Roberto Borghetti, Oranienburg, dentro Berlino.Una città come tante, all’apparenza, ma, sotto la crosta superficiale, rimarcata dai deittici, si intuisce e si indovina la persistenza (la memoria) di un passato drammatico, sul quale gli uomini e il tempo hanno invano cercato di stendere un impietoso velo di oblio.

SEZIONE C – silloge inedita

STA MIA DIFESA (Fulvio Segato) – Primo premio per la Silloge inedita

Le dodici poesie che compongono la silloge in dialetto triestino. Sta mia difesa, pur non costituendo un poemetto in senso proprio, convergono progressivamente in un unico punto focale: la registrazione di un male di vivere sottile, colto nello spaccato di una realtà che sempre più s’intuisce esistente ormai soltanto nel ricordo e diviene, quindi, simbolo privilegiato dell’assenza. Il realismo delle immagini, sottolineato da tocchi metaforici e metonimici di grande intensità, innesca un suggestivo dialogo tra presente e memoria, evitando la facile scappatoia del bozzetto nostalgico; la prospettiva del tempo, inizialmente azzerata, emerge nell’ultimo testo con una rappresentazione del contingente che, come un risveglio improvviso, illumina l’intero percorso, con sorprendente effetto rivelatore. Per l’eccellente tenuta del dettato, per l’uso originale del linguaggio e per la sapiente capacità dimostrata dall’autore di dominare il complesso gioco di equilibri fra visione e disincanto, la giuria assegna a questa silloge il primo premio per la raccolta inedita. – MOTIVAZIONE SCRITTA DA ALESSANDRA PAGANARDI

II CLASSIFICATA SEZIONE C – SILLOGE INEDITA

IN UN MARE SENZA SALE”

MOTIVAZIONE II PREMIO

La silloge ha la forza vibrante e la suggestione di una riflessione in cui l’anima poetante, per paradosso solo apparente, sale a una dimensione sacra scendendo all’interno e nel profondo della propria corporeità. L’accorata, totalizzante riflessione di una vita che sta per darne al mondo un’altra è condotta con un ritmo e un incedere di ampio respiro, come se il respiro stesso all’unisono della mamma e del figlio ancora nel suo grembo volesse farsi parola, intima e silenziosa, per nominare l’entrata nel destino terreno e le cose di questo destino, quelle cose che sono le radici di terra, acqua, aria e fuoco del nuovo nato, l’incessante fluire e trasformarsi (/l’ulivo in olio/, /il fuoco che diventa pietra pura/) di cui è già parte. – Emiliano Busselli

III° CLASSIFICATO – Gianluca Moro – In limite

La silloge In limite di Gianluca Moro è sapientemente costruita attorno all’idea di un amore senza tempo e senza luogo, “al di là di ogni linguaggio / e di ogni correzione”. La poesia è irrobustita da una vena di ironia tutta giocata sul paradosso, mentre la versificazione poggia su un dettato piano e discorsivo, nitidamente ritmato, in cui la donna amata, o meglio l’immagine della Donna archetipica in cui si fondono più suggestioni, si estende nel tempo della memoria personale come nello spazio, dando così corpo a una visione dell’amore onnicomprensiva, priva di ogni limite e limitazione, come ad esempio emerge in testi come Cashmere e Généalogie, caratterizzati dalle molteplici similitudini e metafore.

Per questa originalità di impianto, e per la suggestione di tema e modalità espressive, la Giuria del Premio Gozzano ha ritenuto di attribuire alla silloge il terzo Premio.

SEZIIONE D – RACCONTO INEDITO

I° CLASSIFICATO – GIOVANNI MANNA col racconto OLTRE

MOTIVAZIONE SCRITTA DA GIANCARLO BARISONE

Un’amicizia più forte di un legame di sangue, descritta con garbo ed intensità. Un sentimento che per il piccolo protagonista del racconto proseguirà, per usare le stesse parole dell’autore, anche oltre la morte.

II° CLASSIFICATA – MARIA ADELAIDE RUBINI – UNA MATTINA

MOTIVAZIONE SCRITTA DA CRISTINA DAGLIO

Una mattina, racconto di Maria Adelaide Rubini, è tutto giocato sul parallelismo e sulla convergenza delle storie apparentemente irrelate di due donne – un’anziana “piegata quasi ad angolo retto, incartapecorita come una mummia, ma lucida”, reduce da una vita di tragedie e adirata verso un Dio la cui ragione non comprende, e una giovane donna con una figlia e al termine di una nuova gravidanza, quindi ottimisticamente protesa verso il futuro, pur nelle difficoltà materiali del presente.

Mentre la prima cerca di colmare il vuoto aggrappandosi ai ricordi, paradossalmente sempre più vivi, e ad attività che riempiano il vuoto della sua vita, come il piatto di spaghetti alla chitarra che sta pensando di cucinarsi, la seconda sta recandosi in Comune per chiedere contributo. L’incontro fra le due, proprio mentre l’anziana si accascia d’improvviso al suolo morente, porta finalmente la serenità desiderata, nel momento in cui l’anziana donna riconosce nella giovane la gioia di vivere della sua stessa figlia (morta in un incidente stradale alla fine della gravidanza) e riesce anche a donarle un sorriso e un ringraziamento, che a sua volta infonde nuovo coraggio alla giovane.

Il racconto, in sostanza, affronta il mistero della vita e del destino individuale con notevole maestria, e per questo la Giuria del Premio Gozzano decide di attribuirgli in Secondo Premio.

III° CLASSIFICATA – MARIA GIULIA BAIOCCHI – IL PROFUMO DEL PASSATO

MOTIVAZIONE SCRITTA DAL PROF. PIERO RAINERO

Deliziosa, toccante storia dell’incontro tra due donne, evento che apre nuove prospettive per la protagonista, la quale, grazie alla casuale osservazione dei particolari di un ritratto, trova la chiave che le aprirà una porta fondamentale per la conoscenza del proprio passato. La chiave è quella di una scatola che conserva notizie sulla vera identità dei propri genitori. Anche l’autrice ha saputo trovare, con bravura, la chiave per giusta per catturare l’attenzione del lettore e condurlo, attraverso puntuali e dettagliate descrizioni di ambienti e paesaggi, fino al commovente finale, improntato sull’amore nel senso più ampio e bello del termine: l’amore per i figli, sia quelli naturali che quelli in affido.

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One thought on “Motivazioni 2014

  1. Motivazioni 2014 | concorsoguidogozzano ottobre 6, 2014 alle 9:38 am Reply

    […] Motivazioni 2014 […]

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